Organizzazione Mondiale della Sanità
Il soggetto più attivo contro il tabagismo è ovviamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS, nella sezione dedicata al tabagismo.
Nel 2008 l’OMS presentò una grande Rapporto sulla pandemia globale di tabagismo chiamato “MPOWER” , presentando i dati conclusivi. La presentazione di questo documento venne censurata dai media e ignorata dai politici, con l’effetto che i fumatori italiani non sono stati informati sui rischi che corrono e sulle possibilità di liberarsi dalla dipendenza. L’OMS concludeva con “10 fatti sulla pandemia globale di tabagismo” :
- Il tabacco uccide 5,4 milioni di persone all’anno per cancro ai polmoni, malattie cardiache e altre. Nel 2030 saranno 8 milioni. Il tabacco è un fattore di rischio per 6 delle 8 principali cause di morte in tutto il mondo.
- In modo tragico, l’epidemia di tabagismo si sta spostando verso il mondo in via di sviluppo, dove l’80% dei decessi legati al tabacco avverrà nel giro di pochi decenni. Ciò è causato da una strategia di marketing dell’industria del tabacco che ha spostao lì il suo obiettivo.
- L’epidemia di tabagismo è prodotta dall’uomo ed è interamente prevenibile [dove sono i nostri politici ?]. Eppure, solo il 5% della popolazione mondiale vive in un paese con qualche strategia di protezione dal tabagismo.
- Le sei politiche più efficaci a frenare l’epidemia di tabagismo sono delineate nella Strategia MPOWER dell’OMS :Monitoring – Controllo sull’uso del tabacco e prevenzioneProtect – Proteggere le persone dal fumo
Offer – Offrire aiuto per smettere di fumare
Warning – Avvertire la gente sui pericoli del tabacco
Enforcing - Rinforzare i divieti alla pubblicità, promozioni e sponsorizzazioni
Raises – Aumentare le tasse e quindi il prezzo delle sigarette
- Monitoring – Controllo sull’uso del tabacco e prevenzione; le valutazioni devono essere rinforzate. Invece oggi la metà dei paesi, e due terzi di quelli in via di sviluppo, non ha nemmeno i dati sulla prevalenza del tabagismo
- Protect – Proteggere le persone dal fumo. (nel 2008) Oltre la metà dei paesi nel mondo (che riguardano 2/3 della popolazione) ancora permette di fumare nei luoghi pubblici, di lavoro, e luoghi chiusi in genere. Invece le politiche contro il fumo passivo hanno ridotto il consumo medio del 29% [ecco perchè le aziende sono contrarie !].
- Offer – Offrire aiuto. Tra i fumatori consapevoli dei pericoli del tabacco, 3 su 4 vogliono smettere. Ma le offerte complete di trattamenti della dipendenza da tabacco sono a disposizione solo per il 5% della popolazione mondiale. E ‘difficile smettere da soli, mentre molti beneficiano dell’aiuto da altri. I sistemi sanitari nazionali hanno la responsabilità primaria.
- Warning – Avvertire sui pericoli . Le avvertenze sui pacchetti scoraggiano l’uso del tabacco, ma ci sono solo in 15 paesi, che rappresentano solo il 6% della popolazione del mondo. Più del 40% della popolazione mondiale vive in paesi che non impediscono l’uso di scritte ingannevoli e fuorvianti come “leggero” e “a basso tenore di catrame” , quando nessuna di queste comporta una riduzione nel rischio.
- Enforcing - Rinforzare i divieti alla pubblicità, promozioni e sponsorizzazioni. Metà dei bambini del mondo vive in paesi che vietano la distribuzione gratuita di sigarette. Studi che confrontano il prima e il dopo il divieto della pubblicità, hanno riscontrato un calo nel consumo fino al 16% .
- Raises – Aumentare le tasse e quindi il prezzo delle sigarette. Aumentare le tasse del tabacco del 10% fa ridurre il consumo del 4% nei paesi ad alto reddito, e dell ‘8% in paesi a basso e medio reddito. Un aumento del 70% eviterebbe un quarto di tutti i decessi legati al tabacco, tra i fumatori attuali [dedicato a chi pensa solo alla pena di morte].
