Vani tentativi di risolvere i propri conflitti circa la dipendenza dal fumo


 

 

 

Tra i vari strumenti per affrontare la propria dipendenza o per cercare di minimizzare il proprio passato di tabagista c’è quello di esternalizzare il proprio conflitto riguardo al fumare.  Tutti i fumatori infatti sono in conflitto, e quando questo gli aumenta o gli viene ricordato o se lo ricordano, per cercare di risolvere l’ansia che ne consegue le tentano proprio tutte, giustamente.   Ma preferiscono le strategie che li fanno sprofondare ancora di più nelle sabbie mobili.  E un ottimo sistema per fare ciò, elegante, è quello di dare un altro nome al proprio conflitto e poi proiettarlo all’esterno.  

“Non riesco a stare mezz’ora senza assumere nicotina ?   Ironizziamo sulla strage del tabagismo.”

“Mi sono liberato dalla dipendenza ma a volte io ho il terrore di ricaderci ?  Provochiamo gli altri, fingiamo cinismo… così io mi sento leggero … e poi tingo il testo di ironia [che per un problema che uccide 20 italiani l’ora è idonea] e cerco di provocare (ibidem).”

Un esempio di tale comportamento lo ha dato Michele Serra con una sorta di inno all’idiozia (1), emblematica dimostrazione della distanza tra la sinistra e la realtà, tentativo di nascondere la meschina sconfitta che gli ha dato Sirchia con il successo della legge 3/2003 quando loro persero con Veronesi (!).   Non importa se l’autore sia fumatore o no: Serra ne ha fatto proprio il peggio di quella cultura che si preoccupa dei “drogati” ma ignora i fumatori.  Il testo di Serra è degno del Premio scemenza sul tabagismo 2010 perchè ha recensito il tentativodirisolverelapropriadipendenza-libro intitolato “È facile ricominciare a fumare”.

Se uno scrivesse in tale tono sull’Olocausto (che ha fatto 1/20 delle vittime del fumo) sarebbe linciato: nell’Italia che vuole uccidere i fumatori senza nemmeno degnarli d’attenzione, chi fa lo scemo sul fumo vende libri; addirittura nella collana “Ironia e satira”.  Eccone alcune recensioni:

Libreria Rizzoli (l’editore),   Il Post 

Del pensiero di Serra comunque ne parleremo tra un po’, per adesso leggiamo queste recensioni; ci possono provocare indignazione, rabbia, odio, scherno.   Ma il movente principale di chi fa ilarità sulla prima causa di morte dei paesi ricchi è del tipo sopra detto; l’effetto è quello di disorientare chi si occupa dei fumatori, chi cerca di salvarli.  E’ stupido ?  Perchè no ?

 

 

(1) Considerandolo nell’ottica dei “giochi” di Berne, si può affermare che Serra gioca a “Lo stupido” (cfr. Berne E., “A che gioco giochiamo ?”).  Emblematico di tale fare è il suo articolo in prima pagina per 1 (un) morto in uno dei fenomeni meno mortali che siano mai stati inventati dall’uomo : i rave party.

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