Sicuramente non è la prima azione da parte dei farmacisti (basta cercare in rete), ma questa recente della SIF (Società Italiana di Farmacologia, merita attenzione e un positivo apprezzamento.
Da alcune settimane nell’ambito della SIF è nato il GLT “Gruppo di Lavoro sul Tabagismo”.
II fondatori sono di prim’ordine, Chiamulera e Baraldo già sono della SITAB, la Grassi è professoressa esperta di tossicodipendenze a Roma .
Auguri al nuovo soggetto, insieme all’invito a considerare le parole della Chan (Rapporto MPOWER 2008) quando sottolinea la natura umana del tabagismo.
Una volta che le aziende di tabacchi hanno reso dipendente un ragazzo, questo gli frutterà migliaia di euro l’anno: è ovvio che se si libera dalla nicotina quei soldi svaniscono; gli interessi dei “tabaccai” (1) confliggono con quelli dei farmacisti. Dietro il mondo dei farmaci ci sono enormi interessi economici, ma questi sono mille volte inferiori a quelli del tabacco; è più che plausibile ritenere che aziende e persone spingano per non diffondere i farmaci (e le cure) per liberarsi dalla nicotina. Quindi ancora auguri ma anche … “attenzione “ : la differenza tra la vita e la morte di migliaia di tabagisti italiani è fatta di tanti elementi: medicina, chimica, psicologia, e moltissima “politica” (2).
(1) intendiamo con “tabaccai” chiunque guadagni con produzione e commercio del tabacco
(2) “politica” in senso ampio
