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I divieti in UE hanno effettivamente migliorato la situazione dei lavoratori

 

Che le leggi per avere luoghi liberi dal fumo avessero migliorato la condizione nei posti di lavoro, poteva sembrare ovvio.  Due ricercatori italiani però hanno ceercato una misura rigorosa di questo miglioramento, esaminando gli studi disponibili per i paesi UE; Claudio Lucifora e Federica Origo nel 2009 hanno analizzato i dati (indagini, questionari ai lavoratori), considerando in particolare la salubrità percepita del posto di lavoro, e la presenza di problemi respiratori al lavoro.

Il primo decennio di questo millennio hanno visto nell’UE una piacevole rivoluzione, ancora sottovalutata dai media e dai politici, cioè l’aver reso liberi dal fumo moltissimi luoghi che non lo erano: ristoranti, mezzi di trasporto, scuole, posti di lavoro.   Dal 2004, iniziando dall’Irlanda, è partita la rivoluzione dell’aria pulita, che ha coinvolto l’Italia grazie a Sirchia nel 2005, ed è dilagata in quasi tutte le nazioni.

Con rigorosi disegni di ricerca (“… quasi-experimental approach”), sottoponendo i dati ad analisi statistiche, cercando di pesare eventuali effetti confondenti, Origo e Lucifora in “The effect of comprehensive smoking bans in European workplaces“  (1) (“L’effetto dei divieti generalizzati di fumare nei posti di lavoro dell’UE“) hanno dimostrato scientificamente che le recenti leggi hanno effettivamente “..avuto un effetto significativo sulla salute percepita dai lavoratori […] riducendo in media dell 1,5% la probabilità di venire esposti al fumo, e riducendo anche la presenza di problemi respiratori al lavoro”; il primo effetto citato è maggiore del secondo.  In Italia questi 2 effetti sono stati più forti perchè si partiva da una situazione più degradata che altrove: a questo punto non si può non chiedere dove fossero i sindacati fino al 2005 .  Il fumo passivo è cancerogeno, ha ucciso molti lavoratori, nel sostanziale disinteresse dei sindacati.

Da qui sottolineiamo il fatto che nello studio si considera giustamente importante la percezione soggettiva della esposizione a condizioni di lavoro nocive; per anni (ma ancora oggi) i sostenitori del diritto ad affumicare chiunque hanno negato addirittura la legittimità delle percezioni soggettive nei non-fumatori, puntando l’attenzione – in modo estremamente sguaiato e grottesco – a parametri “oggettivi”, o alle affermazioni di soggetti terzi rispetto ai due contendenti (affumicatore e affumicato): come se il puzzo non fosse importante, come se per certificare i bruciori di gola, occhi e naso servisse un soggetto terzo.  A riguardo i ricercatori menzionati scrivono "Anche se le misure soggettive possono essere diverse da quelle oggettive, non è necessariamente vero che queste ultime siano sempre preferibili: in molti casi le scelte individuali sono di fatto guidate più da percezioni soggettive che da misure oggettive”.

Complimenti a Claudio Lucifora e a Federica Origo .

 

(1) Pubblicato su: Quaderni di ricerca del Dipartimento di Scienze Economiche “Hyman P. Minsky”

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Sottili ma efficaci discriminazioni contro i fumatori

I fumatori continuano ad essere negati dalle Istituzioni.  Sono accanitamente ignorati tutti l’anno, sistematicamente costretti a morire senza alcun interesse dal 1 gennaio al 31 dicembre; addirittura anche durante la Giornata mondiale contro il fumo gli inetti politici italiani e le Istituzioni non hanno nemmeno una parola per chi è costretto a fumare e muore; nemmeno una parola di circostanza, di quelle che si capisce che sono finte, di quelle dopo le quali non segue alcun impegno o azione concreti, di quelle scritte da un addetto stampa e affatto sentite da chi le pronuncia: niente. 

A tale sistematica negazione si affiancano episodiche discriminazioni, imbarazzanti e surreali, grottesche come quella di oggi quando le prime 3 cariche dello Stato si ricordano nientemeno che di 136 morti avvenuti per un incidente (1), quando per veder morire 136 fumatori bastano 14 ore di ogni giorno.  La discriminazione è implicita, perciò efficacissima.

Una cosa isolata e che ha ucciso come mezza giornata di fumo viene definita “.. terribile vicenda” dal Capo dello Stato (2): ma quella dei fumatori è una vicenda meno terribile ?  Il Presidente del Senato ci ricorda che abbiamo il dovere morale di “Mantenere viva la memoria dei nostri concittadini…” (3): da cittadini gli ricordiamo che ci sarebbe anche il dovere di affrontare il tabagismo .  Al Presidente della Camera già nel 2009 abbiamo tentato di ricordargli che i fumatori non sono cittadini di serie “B”.  A tutti e 3 quest’anno abbiamo ricordato l’epidemia da sigarette, e dopo la loro assenza e i loro silenzi in occasione della Giornata mondiale contro il fumo gli abbiamo regalato un simbolico pallottoliere.  Non ci riesce di fare diversamente, visto l’abisso che separa i 2 fenomeni.

 

(1)  Si tratta delle c.d. “tragedia di Marcinelle” in cui morirono tante persone quanti fumatori in 14 ore

(2) http://www.agi.it/politica/notizie/201008081024-ipp-rt10003-marcinelle_napolitano_tragedia_monito_per_sicurezza_lavoro 

(3) http://www.senato.it/presidente15leg/102012/102032/110218/composizioneattopresidente.htm

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/08_agosto/08/marcinelle_schifani_mantenere_viva_memoria_e_un_dovere_morale,25537697.html

(4)

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Causa ed effetto

 

 

 

Dimostrazione pratica di come funziona il tabagismo.

Causa – C 

Effetto intermedio – E.I. 

Effetto finale – E.F.

 

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La censura più efficace è quella propria

 

Qui sosteniamo che se la vita è la cosa più importante, allora l’argomento più importante in Italia è il tabagismo, perché è il fenomeno che uccide più italiani: 240 al giorno.

I media oggi fanno un gran denunciare contro i rischi che ci sarebbero dal varo della Legge anti-intercettazioni, citano sempre i cittadini che allora non sarebbero informati, addirittura dicono “rischio per la democrazia”.  Tutto ciò può essere vero, ma non è su ciò che critichiamo.

Critichiamo questo: informare sul fumo non è vietato da nessuna legge; ammesso che poi non si prendano fior di milioni di euro dalle multinazionali del tabacco, cosa assai plausibile.  INFORMARE SUL FUMO E’ CONSENTITO, MA I GIORNALISTI E I MEDIA NON LO FANNO.   Con quale faccia allora vai a denunciare chi ti sta per censurare, se la censura sul fenomeno più grave la fai tu stesso ?

Repubblica e i post-it   legge intercettazioni- Scritto

Questo fare allora (i 2 comportamenti insieme) ci sembra abbastanza caricaturale.

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Realizzato quanto descritto da Orwell in “1984”

  1984 - Benvenuti a - cartello stradale 

Certi fenomeni si possono descrivere con ricchezza solo col linguaggio dei romanzi; se poi questo linguaggio lo utilizza un genio come Orwell, si raggiunge la perfezione.   Attenzione: quanto scriviamo qui lo può comprendere solo chi ha letto “1984”, il romanzo con cui Orwell descrive come si manipola il pensiero, come agisce la censura a livello sociale, il totalitarismo, come si controlla il pensiero delle persone.

Solo chi ha letto “1984” può comprendere come si arriva a far si che quando uno vede 4 dita, costui dica poi di vederne "5, oppure 3.   Alla fine del lavaggio del cervello pure Winston, il personaggio principale di “1984”, pure lui si convince di vedere 5 dita, e lo dice, lo dice ad uno dei “Capi” dei servizi del paese Oceania in cui è ambientato il romanzo: dice “… vedo 5 dita, io vedo 5 dita !!!” .

Scriviamo questo perché nemmeno oggi che è la Giornata mondiale contro il fumo, nemmeno oggi dove tutti sanno quanto costa il fenomeno, ebbene nemmeno oggi (almeno in Italia) si è riusciti a fare il computo dei morti da fumo; nemmeno oggi si è riusciti a pensare ai 240 fumatori uccisi.  

Qualche media ha parlato del fumo ma la “notizia” dei media oggi unanimemente è stata “10 morti uccisi dagli israeliani in una nave che portava aiuti a Gaza”; immediatamente i 3-4 neuroni di cui dispongono giornalisti e politici di “1984” (soprattutto quelli di sinistra) si sono saturati, fingendo “dolore” e preoccupazione: questo è il totalitarismo, il regime che consente solo di trattare le morti violente e che VIETA di trattare quelle da tabagismo.  

Con l’attuale condizionamento infatti quei 10 (dieci) morti sono diventati più importanti da coprire del tutto gli 85.000 l’anno per il fumo.    In questa Oceania del 2010, in questo Titanic che sicuro solca i mari incurante della scia di sangue dei fumatori che segue, in questa Tabaccopoli senza saperlo, 10 morti sono diventati più importanti di 85.000.  Qui oggi 10 è maggiore di 85.000; 10 > 85.000  o, per dirla appunto col linguaggio orwelliano, a costoro gli hanno mostrato le 4 dita di “1984” ma loro dicono “… vedo 5 dita, io vedo 5 dita !!!” .

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Fazio ribatte a Sirchia, ma è assente al WNTD

Intervistato da “Il Velino”, il Ministro della Salute Fazio ha spiegato un po’ più in dettaglio le azioni in atto contro il tabagismo da parte del Governo e del Ministero della salute.  Leggendo si nota che la “macchina” che cerca di contrastare il tabagismo è anche complessa (necessita di coordinamento tra i livelli centrale e locale).

L’articolo merita la lettura, e certo il lavoro fatto merita apprezzamento MA “il bicchiere” continua a rimanere abbastanza “vuoto”.   Proviamo a criticarlo (seguendo l’intervista):

1. Fazio afferma che “il tabagismo resta per il nostro paese un serio problema di sanità pubblica”  :

FALSO: oggi al Convegno non c’era nessuno.  Solo il Senatore Cursi, che quasi subito è uscito (conferenza stampa): mancavano tutti: Napolitano, Schifani, Fini, e lui stesso.  Per lui il tabagismo NON è un problema serio (altrimenti sarebbe venuto almeno oggi!).

Quello che manca – anche in lui – è la percezione adeguata del fenomeno.

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Amministratori, andate a squola !

 

24 miliardi di euro sarebbero necessari per aggiustare un poco le finanze dello Stato.  A parte il fatto che fino a mezz’ora fa Berlusconi diceva “Va tutto bene !”, e che la manovra preleva da chi è già povero e non ha nemmeno alcuna colpa (lavoratori dipendenti). 

Insomma, servono 24 miliardi ?  Non si vuole scavare tra i 120 degli evasori ?  Perché non salvare capra e cavoli ?  Perché non trovare 3 miliardi ed evitare sofferenze, malattie e morte ai fumatori ? Come ? 

La cosa è stranota (1): basta lavorare contro il tabagismo ed escono € 3.000.000.000,00 (3 miliardi).  L’ultima ri-conferma di questa possibilità l’ha data la SITAB ed in particolare Biagio Tinghino: eccola qui (le sottolineature sono nostre):

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Come abbattere i costi della spesa sanitaria di 3 miliardi di euro

La proposta della Società Italiana di Tabaccologia emersa nell’ultimo congresso. Il presidente Tinghino: "Calcoliamo facilmente il guadagno dello Stato per ogni fumatore che smette".

Nuovi dati sul tabagismo in Italia sono emersi dal convegno, organizzato dalla Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), che si è tenuto a Bologna, il 25 e 26 maggio appena trascorso. Ne è derivata la proposta di concentrare gli sforzi nel trattamento del tabagismo per abbattere i costi della sanità italiana e ridurre l’impatto della manovra finanziaria.

E’ il medesimo messaggio che il presidente Biagio Tinghino rilancerà a Roma il 31 maggio, al convegno nazionale organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Il costo stimato dei danni da sigaretta è più di 6 miliardi di euro l’anno. Si tratta del 6,7% della spesa sanitaria, e circa il 7% del PIL. Ecco i calcoli:

  • Spesa ospedaliera per la cura dei tumori polmonari attribuibili al fumo = 152.264.00 euro
  • Perdita di produttività giornaliera per malattie legate al fumo:
          • Malattie cardiocircolatorie = 32.523.000 euro
          • Malattie respiratorie = 64.930.000 euro
          • Totale perdita produttività per ricoveri attribuibili al fumo =  844.651.000 euro
  • Giornate di degenza per malattie dell’apparato circolatorio attribuibili al fumo = 318.000

  • Giornate di degenza per malattie respiratorie attribuibili al fumo = 636.000

  • N. di ricoveri attribuibili al fumo = 15% di tutte le cause.

Ma il dato più importante, secondo il Dr. Tinghino, è il rapporto costo / beneficio delle cure dei fumatori. Aiutare un fumatore a smettere, con una terapia integrata (farmaci + sostegno psicologico) riesce a prevenire più decessi dello screening della cervice uterina, delle terapie antipertensive, delle cure per l’ipercolesteromia.

(Dati NICE & NHS 2007; Bandolier 2006; Gates 2001; West 2006; Cochrane 2007; Anthonisen 2005):

Come risparm 3MLD - grafico Sitab Tinghino

Attualmente l’investimento in prevenzione (fare smettere di fumare e’ una forma di prevenzione) e’ di solo lo 0,7% del PIL. Il Piano Nazionale per la Prevenzione 2009 approvato dal Ministero della Salute prevede un investimento di 19,5 milioni di euro per tutti i progetti, ma il tabagismo è solo 1 voce fra 37 altre.

Da queste evidenze, la proposta della Società Italiana di Tabaccologia:

Un aumento del costo delle sigarette di soli 20 centesimi al pacchetto produrrebbe all’erario un aumentato introito di circa 1 miliardo di euro (i pacchetti venduti in Italia sono 5 miliardi l’anno). Se questo miliardo venisse investito nella cura dei fumatori attraverso il potenziamento dei centri per il tabagismo, questo permetterebbe un guadagno di salute almeno 3 volte superiore, sia in termini di riduzione di giovani che fumano (prevenzione del tabagismo), che di trattamento dei fumatori seriamente intenzionati a smettere (10% circa ogni anno di tutti i fumatori). E non vale la scusa che i tabagisti, se vogliono, smettono da soli. L’efficacia del fai-da-te è dell’1% l’anno, mentre per i Centri antifumo generalmente superiore al 30%.

Si tratterebbe, conclude Tinghino, di una tassa di cui i fumatori si farebbero una ragione. Una volta tanto lo stato toglierebbe denaro per favorire la cura di quanti vogliono smettere e per aiutare i loro figli a non cominciare.

Il fumo è una malattia, in quanto “dipendenza” riconosciuta dagli organismi scientifici internazionali (OMS). Nessuno si sognerebbe di lasciare le polmoniti al loro decorso naturale, senza cure, visto che una minima percentuale di esse guarisce spontaneamente. Perché la dipendenza da tabacco deve essere curata diversamente?

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La prossima volta che vedi dei politici gridare e litigare sulle finanze dello Stato, sai cosa dirgli.

 

 

(1) cfr. documenti OMS, in particolare Mpower Report 2009

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Un aereo al giorno … (leva 240 fumatori di torno)

Hai visto l’ultimo schianto di aereo in India ? 159 morti. 

Terribile !!

Pensa se i passeggeri invece fossero 240, (dicasi “duecentoquaranta), pensa se di questi 232 fossero fumatori e 8 non fumatori (tutti italiani).   Pensa se questo schianto accadesse ogni giorno, tutti i giorni, sempre.  Pensa se dopo lo schianto quasi nessuno si preoccupasse, né istituzioni, né i politici, né i media (né i cittadini).     Pensato ? 

E’ solo fantasia ?

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