3 x Ustica = 1 giorno di sigarette
Scritto da Massimo D'Angeli in Censura e Comunicazione, Società il 28/06/2010
Critichiamo in modo assoluto e senza sconti quanto istituzioni e società mettono in atto, in un modo che non riusciamo a non definire “pavloviano” (in senso dispregiativo), nello stabilire i criteri con cui viene stabilita l’importanza de “ I Problemi”.
Per questo non possiamo non criticare non il fatto che in questi giorni si parli dell’esplosione dell’aereo nei cieli di Ustica (nel 1980, 81 morti), ma che si dia spazio sproporzionato a questo, insieme al negare e al censurare (1) la strage quotidiana fatta dal tabagismo.
In questi giorni i media e i politici (2) non hanno lesinato in quanto a esibire posticcia “indignazione” (3) per le vittime, e ad ostentare il proprio conoscere i fatti (manifestando implicita e plateale ignoranza rispetto al fumo). Giornali, serate, inchieste, tutti a discutere di un fatto che:
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è miliardi di volte meno grave del tabagismo
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ha fatto tanti morti quanti ne fanno le sigarette in 8 (otto) ore
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è finito (mentre il tabagismo è ancora in corso)
Poiché i criteri suddetti sono tra i peggiori che si possano adottare, critichiamo anche il far leva sulle vittime con “… ci sono 81 .. vergognatevi !!… strage di Stato !!!” : vergognati tu, che non sai nemmeno far di conto. Lì 81, qui 81 si fanno in 8 (otto) ore, cioè 240 al giorno; 11 milioni di dipendenti, qui 5.500.000 italiani che moriranno (è certo) solo perché oggi sono fumatori e tu per salvarli non stai facendo nulla.
Così Pino Pallino, la sua vita, la sua famiglia, la sua storia, non vale nulla se muore di fumo ma di botto diventa primario se muore “il giorno prima” nell’aereo di Ustica. A Roma si dice “le chiacchiere stanno a zero” e infatti le immagini sopra mostrano che ogni giorno il fumo fa tanti morti quanti 3 “aerei di Ustica”, perché 81 x 3 fa proprio 243 che è il numero di morti da sigarette in Italia, al giorno, ogni giorno.
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(1) Si censura nonostante, anzi forse si censura molto più, ora che i media gridano “attacco all’informazione !!” criticando la “legge bavaglio” (che limita moltissimo la possibilità di pubblicare di indagini e di intercettazioni).
(2) Purtroppo lo hanno fatto anche le Istituzioni; le prime 3 cariche dello Stato hanno (quantomeno) detto qualcosa circa “la strage di Ustica”, ma insieme al continuare ad accettare il tabagismo. Si sono rivolti anche ai “parenti delle vittime”, come se gli 85.000 morti annui da fumo non lo fossero.
(3) Una indignazione del tutto posticcia, melensa, e razzista, perchè discrimina negativamente e in modo assoluto tra categorie di persone: da un lato chi-muore-su-un-aereo-per-vicende-sospette-con-implicazioni-politche viene considerato degno del massimo interesse, dall’altro 11.000.000 di fumatori completamente e sistematicamente discriminati, annullati come persone e come tutto.
Causa ed effetto
Scritto da Massimo D'Angeli in Senza categoria il 26/06/2010
La censura più efficace è quella propria
Scritto da Massimo D'Angeli in Senza categoria il 16/06/2010
Qui sosteniamo che se la vita è la cosa più importante, allora l’argomento più importante in Italia è il tabagismo, perché è il fenomeno che uccide più italiani: 240 al giorno.
I media oggi fanno un gran denunciare contro i rischi che ci sarebbero dal varo della Legge anti-intercettazioni, citano sempre i cittadini che allora non sarebbero informati, addirittura dicono “rischio per la democrazia”. Tutto ciò può essere vero, ma non è su ciò che critichiamo.
Critichiamo questo: informare sul fumo non è vietato da nessuna legge; ammesso che poi non si prendano fior di milioni di euro dalle multinazionali del tabacco, cosa assai plausibile. INFORMARE SUL FUMO E’ CONSENTITO, MA I GIORNALISTI E I MEDIA NON LO FANNO. Con quale faccia allora vai a denunciare chi ti sta per censurare, se la censura sul fenomeno più grave la fai tu stesso ?
Questo fare allora (i 2 comportamenti insieme) ci sembra abbastanza caricaturale.
Vani tentativi di risolvere i propri conflitti circa la dipendenza dal fumo
Scritto da Massimo D'Angeli in Scemenze il 13/06/2010
Tra i vari strumenti per affrontare la propria dipendenza o per cercare di minimizzare il proprio passato di tabagista c’è quello di esternalizzare il proprio conflitto riguardo al fumare. Tutti i fumatori infatti sono in conflitto, e quando questo gli aumenta o gli viene ricordato o se lo ricordano, per cercare di risolvere l’ansia che ne consegue le tentano proprio tutte, giustamente. Ma preferiscono le strategie che li fanno sprofondare ancora di più nelle sabbie mobili. E un ottimo sistema per fare ciò, elegante, è quello di dare un altro nome al proprio conflitto e poi proiettarlo all’esterno.
“Non riesco a stare mezz’ora senza assumere nicotina ? Ironizziamo sulla strage del tabagismo.”
“Mi sono liberato dalla dipendenza ma a volte io ho il terrore di ricaderci ? Provochiamo gli altri, fingiamo cinismo… così io mi sento leggero … e poi tingo il testo di ironia [che per un problema che uccide 20 italiani l’ora è idonea] e cerco di provocare (ibidem).”
Un esempio di tale comportamento lo ha dato Michele Serra con una sorta di inno all’idiozia (1), emblematica dimostrazione della distanza tra la sinistra e la realtà, tentativo di nascondere la meschina sconfitta che gli ha dato Sirchia con il successo della legge 3/2003 quando loro persero con Veronesi (!). Non importa se l’autore sia fumatore o no: Serra ne ha fatto proprio il peggio di quella cultura che si preoccupa dei “drogati” ma ignora i fumatori. Il testo di Serra è degno del Premio scemenza sul tabagismo 2010 perchè ha recensito il tentativodirisolverelapropriadipendenza-libro intitolato “È facile ricominciare a fumare”.
Se uno scrivesse in tale tono sull’Olocausto (che ha fatto 1/20 delle vittime del fumo) sarebbe linciato: nell’Italia che vuole uccidere i fumatori senza nemmeno degnarli d’attenzione, chi fa lo scemo sul fumo vende libri; addirittura nella collana “Ironia e satira”. Eccone alcune recensioni:
Libreria Rizzoli (l’editore), Il Post
Del pensiero di Serra comunque ne parleremo tra un po’, per adesso leggiamo queste recensioni; ci possono provocare indignazione, rabbia, odio, scherno. Ma il movente principale di chi fa ilarità sulla prima causa di morte dei paesi ricchi è del tipo sopra detto; l’effetto è quello di disorientare chi si occupa dei fumatori, chi cerca di salvarli. E’ stupido ? Perchè no ?
(1) Considerandolo nell’ottica dei “giochi” di Berne, si può affermare che Serra gioca a “Lo stupido” (cfr. Berne E., “A che gioco giochiamo ?”). Emblematico di tale fare è il suo articolo in prima pagina per 1 (un) morto in uno dei fenomeni meno mortali che siano mai stati inventati dall’uomo : i rave party.
Class Action PER I FUMATORI !! dal Codacons
Scritto da Massimo D'Angeli in Cose belle, Processi e Sentenze il 01/06/2010
Mentre istituzioni, amministratori, politici, media e cittadini pensano ai “Grandi Problemi”, il Codacons zitto zitto ha fatto un altro gesto concreto. Proprio ieri all’ISS il coraggioso e degno Rienzi ha annunciato l’avvio della prima “Class action” PER I FUMATORI.
Dei fumatori non glie ne frega a nessun partito, eppure nonostante rischino la vita gran parte di quegli 11 milioni di tabagisti vota pure un partito che non li “caga” nemmeno. Il Codacons non solo si interessa di loro, ma gli ha costruito una procedura per chiedere risarcimento alle aziende che uccidono i fumatori. Per ora si parte contro la BAT.
Qui il Codacons PER I FUMATORI.
Un pallottoliere per i nostri dipendenti amministratori
Scritto da Massimo D'Angeli in Istituzioni il 01/06/2010
“Un pallottoliere a me !?!?”
tuonò il «Presidente del……. .» “Lei fa lo spiritoso ? Lo sa con chi sta parlando ….”
Quello sopra è – con sufficiente approssimazione – il pensiero dei nostri dipendenti Presidenti delle varie istituzioni (1) italiane che scaturirà quando gli porteremo un pallottoliere. Attenzione: siamo perfettamente consapevoli che di quanto facciamo si stupiranno per primi i lettori, i cittadini, i giornalisti, e i politici. Sappiamo che la cosa può destare stupore. La realtà però è un’altra cosa, la realtà resta lì, reclama, aspetta solo che la si guardi: gli 11 milioni di fumatori reclamano solo di essere trattati da esseri umani. Come tutti coloro che dipendono da una sostanza non fanno altro che cercarla e consumarla, ma come tutti i dipendenti dovrebbero ricevere attenzione da Istituzioni e altri. Costoro NON glie la danno.
Allora noi gli regaliamo un pallottoliere, per ora virtuale, per ricordargli cosa significa il tabagismo. A chi ? Ai soliti “Non vedo, non sento, non parlo” (vedi)
N.B. L’immagine del pallottoliere è presa da qui
(1) “istituzioni” con la “i” minuscola, visti i fatti.
Realizzato quanto descritto da Orwell in “1984”
Scritto da Massimo D'Angeli in Senza categoria il 31/05/2010
Certi fenomeni si possono descrivere con ricchezza solo col linguaggio dei romanzi; se poi questo linguaggio lo utilizza un genio come Orwell, si raggiunge la perfezione. Attenzione: quanto scriviamo qui lo può comprendere solo chi ha letto “1984”, il romanzo con cui Orwell descrive come si manipola il pensiero, come agisce la censura a livello sociale, il totalitarismo, come si controlla il pensiero delle persone.
Solo chi ha letto “1984” può comprendere come si arriva a far si che quando uno vede 4 dita, costui dica poi di vederne "5, oppure 3. Alla fine del lavaggio del cervello pure Winston, il personaggio principale di “1984”, pure lui si convince di vedere 5 dita, e lo dice, lo dice ad uno dei “Capi” dei servizi del paese Oceania in cui è ambientato il romanzo: dice “… vedo 5 dita, io vedo 5 dita !!!” .
Scriviamo questo perché nemmeno oggi che è la Giornata mondiale contro il fumo, nemmeno oggi dove tutti sanno quanto costa il fenomeno, ebbene nemmeno oggi (almeno in Italia) si è riusciti a fare il computo dei morti da fumo; nemmeno oggi si è riusciti a pensare ai 240 fumatori uccisi.
Qualche media ha parlato del fumo ma la “notizia” dei media oggi unanimemente è stata “10 morti uccisi dagli israeliani in una nave che portava aiuti a Gaza”; immediatamente i 3-4 neuroni di cui dispongono giornalisti e politici di “1984” (soprattutto quelli di sinistra) si sono saturati, fingendo “dolore” e preoccupazione: questo è il totalitarismo, il regime che consente solo di trattare le morti violente e che VIETA di trattare quelle da tabagismo.
Con l’attuale condizionamento infatti quei 10 (dieci) morti sono diventati più importanti da coprire del tutto gli 85.000 l’anno per il fumo. In questa Oceania del 2010, in questo Titanic che sicuro solca i mari incurante della scia di sangue dei fumatori che segue, in questa Tabaccopoli senza saperlo, 10 morti sono diventati più importanti di 85.000. Qui oggi 10 è maggiore di 85.000; 10 > 85.000 o, per dirla appunto col linguaggio orwelliano, a costoro gli hanno mostrato le 4 dita di “1984” ma loro dicono “… vedo 5 dita, io vedo 5 dita !!!” .
Assenti ingiustificati alla Giornata mondiale contro il fumo 2010
Scritto da Massimo D'Angeli in Istituzioni il 31/05/2010
Alla prova dei fatti tutto si chiarisce e diventa palese.
Il tabagismo è una malattia che riguarda 11 milioni di nostri concittadini, soprattutto è la prima causa di morte in Italia: la prima. La logica vuole che la prima causa di morte riceva la massima attenzione dalle Istituzioni, da chi le rappresenta, dai politici, dai partiti, dai media; almeno durante la Giornata mondiale contro il fumo (WNTD World No Tobacco Day) bisogna esserci. Ma questa logica umana, queste considerazioni di buon senso, e anche di politica sono state (ancora) contraddette oggi all’Istituto Superiore di Sanità dove – mentre si celebrava la Giornata mondiale contro il fumo 2010, mancavano tutti i rappresentanti suddetti. Tutte le regole di “umanità” sono state disattese da rumorose e imbarazzanti assenze. La Giornata mondiale contro il fumo è stata istituita proprio per “fare i conti”, per riunire chi combatte il fenomeno mortale, per organizzare le attività, e affinchè istituzioni e politici incoraggino chi lavora contro il fumo a fare di più: il significato simbolico c’è tutto, ma prima ancora c’è l’effetto pragmatico (1). Esserci fisicamente comunica dei messaggi oggettivi ; il mancare, il non-esserci nella guerra contro la prima causa di morte degli italiani è un messaggio altrettanto oggettivo ma ancora più forte dell’esserci (2), perché è come osservare uno che fa il tentativo di nascondersi dietro un dito: tu guardi costui, con l’indice della propria mano destra davanti al naso, lo vedi convinto che si stia nascondendo, e cosa pensi ?
Sono imbarazzanti e comunque ingiustificate (4) anche le assenze dei
Elenchiamo qui i soggetti assenti, con le note che – a meno che non ci arrivi una giustificazione – si meritano, e questo non perché lo pensiamo noi, ma perché c’è un fenomeno che ogni giorno uccide 240 italiani di cui “forse” dovrebbero occuparsi.
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soggetto |
nome |
assente/ presente |
note |
| ISTITUZIONI | |||
| Presidente della Repubblica | Giorgio Napolitano | assente | (3) |
| Presidente del Senato | Renato Schifani | assente | (3) |
| Presidente della Camera | Gianfranco Fini | assente | (3) |
| Presidente del Consiglio | Silvio Berlusconi | assente | |
| Ministro della Salute | Ferruccio Fazio | assente | |
| Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute | Francesca Martini | assente | (vedi sotto) |
| Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute | Eugenia Roccella | assente | |
| POLITICA | |||
| Senatore | Armato | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Baio | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Bassoli | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Bosone | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | Ceruti | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Casson | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Cosentino | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | Cursi Cesare | presente | pres solo inizio;ex sottosegr.Salute |
| Senatore | D’Ambrosio | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | De Luca | (firmatario di progetti) | |
| Senatore | De Lilllo | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | Del Vecchio | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Giai | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Gustavino | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Lusi | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Lettieri | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | Marino | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | Martini | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | Mazzucconi | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Mercatali | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Molinari | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Roilo | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Rusconi | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Saccomanno | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | Santini | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Scanu | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | Tomassini | assente | (autore di iniziative contro il fumo) |
| Senatore | Tonini | assente | (firmatario di progetti) |
| Senatore | (i restanti) | assenti | |
| Deputato | TUTTI | assenti | |
| Partiti politici | TUTTI | assenti | |
| Presidenti di Regione | TUTTI | assenti | |
| Assessori regionali alla Salute | TUTTI | assenti | |
| Assessori comunali alla salute | TUTTI | assenti | |
| Giornalisti | quasi tutti | assenti | |
| cittadini | praticamente tutti | assenti | ingiustificabili |
E i giornalisti ? Penosi; quanto più gridano contro il decreto sulle intercettazioni, tanto meno si accorgono del “trave” nei loro occhi, del fenomeno tabagismo di cui nessuno gli impedisce di informare ma che auto-censurano ogni giorno.
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(1) Si veda il testo "di Watzlawick, Beavin, Jackson, Pragmatica della comunicazione umana.
(2) Un elemento trascurato circa l’effetto della comunicazione è il contesto: il contesto è non solo la WNTD, ma la WNTD del 2010 !!! Non siamo mica agli anni ‘70 quando non si sapeva nulla: oggi del fumo si conosce tutto, tutti possono informarsi. Per questo motivo un’assenza nel 2010 è drammaticamente imbarazzante.
(3) Nonostante chi scrive gli abbia inviato una lettera riguardo l’epidemia di tabagismo.
(4) Non esiste una cosa più importante della prima causa di morte degli italiani.
